Vitiligine e Tiroide

vitiligine e tiroide

Quando parliamo di malattie autoimmuni come la Vitiligine ci rendiamo conto che spesso viene associata ad altre patologie. L’associazione della presenza di Vitiligine e disturbi della Tiroide risulta statisticamente molto frequente.

Vitiligine e Tiroide

Entrambe le patologie sono di natura autoimmune. Infatti alla base agiscono meccanismi patogenetici particolari. Questi innescano l’insorgenza di entrambe le malattie.

Tuttavia, la Vitiligine ha come obiettivo la distruzione dei melanociti. Di conseguenza porta alla comparsa di disturbi della pigmentazione. Infatti, si manifesta attraverso la comparsa di macchie bianche.

Invece il caso più comune di Tiroidite è la Tiroidite di HashimotoEssa ha come esito finale l’ipertiroidismo. Cioè la perdita di funzionalità della tiroide.

Rilevanze Statistiche

Secondo degli studi statistici, l’associazione di Vitiligine e Tiroidite è pari al 14,3%  con manifestazioni sintomatiche.

Invece, nel 20% dei casi compare la Vitiligine. Ma si riscontra la presenza di anticorpi antitiroide. Quindi nel 20% dei casi si ha l‘assenza di Tiroidite.

Infine, per quanto riguarda l’associazione tra Vitiligine e Tiroidite autoimmuni, prevale la Vitiligine nel 2,7% dei casi.

È probabile che alla base di queste associazioni ci sia un’ipotesi patogenica. L’ipotesi teorizza la stessa derivazione embrionale dei due tessuti. Ossia dei melanociti e della tiroide dalle creste neurali.

È stato riscontrato che l’associazione di queste malattie aumenta all’aumentare dell’età.

Per questo motivo, in un paziente affetto da Vitiligine è giustificato effettuare dei dosaggi di autoanticorpi per la ricerca di una Tiroidite. Molto importante è infatti effettuare una diagnosi precoce. Infatti, la malattia può essere presente in forma subclinica e manifestarsi solo in seguito.

Trattamenti

Nonostante l’associazione di queste due patologie le cure risultano essere differenti.

La miglior terapia per trattare la Vitiligine rimane infatti la fototerapia. Questo perché i raggi ultravioletti sono una forma di stimolazione naturale alla preservazione dei melanociti.

Per quanto riguarda la Tiroide, si procede con un trattamento ormonale.

 

Vitiligine e Celiachia

Quando si parla di Vitiligine e Celiachia si fa riferimento a due importanti patologie autoimmuni. Ciò significa che  i soggetti  colpiti  da queste patologie sono predisposti geneticamente alla formazione di anticorpi contro i propri tessuti.

La celiachia

Nel caso della Celiachia gli anticorpi sono diretti contro la mucosa intestinale. Così facendo scatenano una reazione infiammatoria. I sintomi associati alla Celiachia sono, ad esempio, diarrea, gonfiore addominale, crampi. Inoltre spesso si registra una perdita di peso nel soggetto affetto da questa patologia.

La Vitiligine

Nel caso della Vitiligine invece la reazione autoimmune ha come obiettivo finale la pelle. Quindi il bersaglio specifico è il melanocita. Ovvero la cellula che produce il pigmento melanina. Che ci permette di difenderci dalle radiazioni ultraviolette.

Questo tipo di reazione autoimmune è solitamente determinata da un elemento di natura ambientale o psicosomatico.

vitiligine e celiachia

Vitiligine e Celiachia a confronto

La differenza principale tra Vitiligine e Celiachia è data dall’innesco.

Infatti, nel caso della Celiachia, la reazione viene innescata dalla sensibilità verso il glutine. Una proteina contenuta nel grano, nell’orzo e nella segale. Si attiva così una sostanza specifica che è responsabile dei danni alla mucosa intestinale.

Mentre nel caso della Vitiligine, come abbiamo già visto, le cause sono di natura ambientale o psicosomatiche.

Le due patologie possono essere associate. Associazione dell’ 1,7% secondo le statistiche.

Tuttavia la Celiachia comporta delle manifestazioni cutanee specifiche che prendono il nome di dermatite erpetiforme. Esse sono caratterizzate dalla comparsa di arrossamento, placche, bolle e vescicole di carattere pruriginoso. Tuttavia non hanno nulla in comune con il sintomo caratteristico della Vitiligine, ossia le chiazze bianche.

Di conseguenza possiamo affermare che ciò che accomuna queste due patologie è la predisposizione da parte della persona colpita a presentare una reazione autoimmune. Tuttavia la coesistenza di entrambe le patologie nella stessa persona è perlopiù un dato statistico.

Le possibili cure

Quindi, in base alla eziopatogenesi di entrambe queste patologie, la cura sarà ovviamente è diversa. Infatti, parlando di due patologie diverse, le terapie saranno differenti.

Nel caso della Celiachia la terapia è rivolta ad eliminare la presenza di glutine dalla propria dieta.

Mentre nel caso di Vitiligine viene effettuare una stimolazione dei melanociti attraverso il ricorso a raggi ultravioletti. Infatti essi sono lo stimolo naturale alla produzione della melanina.

Vitiligine le cure

Vitiligine le cure

La Vitiligine è una patologia cutanea caratterizzata da zone dove la pigmentazione è ridotta o del tutto assente. Infatti sorgono delle chiazze bianche talvolta molto estese. Queste macchie possono comparire in molte parti del corpo e creare disagi nella persona affetta da Vitiligine.  In questo articolo parleremo delle cure per la Vitiligine.

Quali sono le cure per la Vitiligine?

È bene chiarire da subito che non esiste una cura definitiva per la Vitiligine. Non sono state ancora formulate terapie che riportino la pigmentazione della pelle al suo stato originario.

Tuttavia i dermatologi dispongono di alcuni trattamenti per sconfiggere la Vitiligine.

Un esempio di  trattamento può essere la  Microfototerapia selettiva a mirata. Una cura sperimentata su un notevole numero di pazienti con i risultati pubblicati sul International Journal of Immunology and Pharmacology.

In cosa consiste la Microfototerapia?

I raggi ultravioletti riescono con il tempo a stimolare una corretta pigmentazione delle zone colpite dalla Vitiligine. Per questo motivo sono impiegati di frequente per curare i pazienti.

Le terapie in uso comportano l’irraggiamento di tutto il corpo.  L’esposizione ai raggi UV non è tuttavia esente da rischi. Ovviamente bisogna considerare che  la pelle esposta alla luce risponde abbronzandosi e, di conseguenza, accentuando la differenza con la macchia.

La terapia si basa sull’idea di radiare con precisione soltanto l’area affetta da patologia e direzionarla sulla sola macchia.

Nella sperimentazione sono state trattate 526 persone e nel 72% dei casi è stato raggiunto una buona pigmentazione delle aree.

Tuttavia i risultati non sono immediati, ma  si vedono dopo tre-quattro mesi.

La durata completa della terapia prevede una o due sedute mensili, ma varia seconda del paziente. Inoltre è importante ricordare che la terapia non richiede l’uso di farmaci.

Vitiligine informazioni utili

vitiligine informazioni utili

La Vitiligine è una forma cutanea caratterizzata dalla comparsa di chiazze bianche sulla pelle. Tali chiazze compaiono particolarmente in età giovanile  e sono caratterizzate dall’alterazione dei melanociti. Infatti, le cellule atte a produrre melanina  alterate causano macchie ipocromiche o acromiche. In questo articolo vi verranno fornite delle informazioni utili riguardo alla Vitiligine.

Incidenza della vitiligine sulla popolazione

Nella popolazione bianca la vitiligine è presente, in media, nell’1% della popolazione. Ma in particolari gruppi etnici sono stati riportati valori che si avvicinano al 5%.

Distribuzione 

La vitiligine colpise in maniera abbastanza uniforme entrambi i sessi. Tuttavia sono le donne a ricorrere maggiormente alle cure specialistiche.

Non esiste  una predisposizione preferenziale per quanto riguarda il colore della pelle o dei capelli nei soggetti che ne sono affetti. Ma si può parlare di incidenza ereditaria per il 20-40% dei casi.

La Vitiligine difficilmente si manifesta alla nascita. Per questo motivola si può definire acquisita. In alcuni casi, però, è possibile che si manifesti fin dai primi giorni di vita.

Per quanto concerne l’età media dei pazienti, questa leucodermia colpisce, di norma, i soggetti fra i 10 ed i 30 anni. Risulta anche una percentuale massima del 50% che inizia a manifestare la sintomatologia intorno ai 20 anni.

Ereditarietà e Vitiligine

Ulteriori informazioni utili riguardo alla Vitiligine considerano la relazione tra malattia ed ereditarietà.

La possibilità di trasmissione ereditaria di questa particolare dermatosi deve venire presa in considerazione. Infatti  è stata ritrovata, ad esempio, in gemelli monozigoti.

La Vitiligine procederebbe secondo un meccanismo di natura autosomidominante, con espressività penetranza variabili ed incomplete. Infatti non è  dimostrabile l’esistenza di un marker genetico. Inoltre altri fattori ereditari possono essere sia  il gruppo sanguigno ABO, sia  l’antigene di istocompatibilità HLA.

Clinica      

Dalle ricerche risulta che traumi fisici o psichici possano essere possibili cause della Vitiligine. Questo può avvenire anche a grande distanza di tempo.

Talvolta si può evidenziare l’esistenza di un Kobner positivo nei soggetti affetti. Per questo motivo è possibile ipotizzare una predisposizione alla Vitiligine.

Nella maggior parte dei soggetti colpiti da Vitiligine il numero delle chiazze può variare. Esse si presentano con un colorito bianco latte, più evidente verso le periferie (tricromovitiligine). Mentre i bordi appaiono iperpigmentati, specie nelle fasi di risoluzione della patologia.

Talvolta la macchia può risultare  pruriginosa. Questo è dovuto all’associazione di una componente flogistica, con infiltranti linfocitari intradermici.

La distribuzione corporea topografica delle macchie vitiliginose è soggetta ad estrema variabilità individuale.  Tuttavia, in una buona percentuale di casi, esiste nelle zone cutanee maggiormente colpite. Queste zone sono, ad esempio, la regione estensoria dei gomiti e delle ginocchia, superficie dorsale delle dita, commissura labiale e tratti periorifiziali, in particolare quelli genitali.

L’esame diretto delle macchie con la “luce di Wood” è di grande utilità nella loro precisa identificazione. Inoltre mette in luce la reale estensione delle chiazze.  

Anche il cuoio capelluto può risultare interessato dalla dermatosi (leucotrichia), con manifestazioni decolorative a chiazze o diffuse. La vitiligine sul cuoio capelluto ha un’incidenza media dal 10% al 40%.

 L’evoluzione della chiazza leucodermica può risultare rapida o lenta, talora con andamento oscillante. Infatti possono alternarsi periodi di ingrandimento ad altri di restringimento.

Infine, si possono anche osservare crisi di remissione spontanea dell’ipocromia, che sempre mostrano come punto di partenza le zone perifollicolari. Tuttavia si tratta  di evenienze molto rare.

Istologia               

Quando si parla di Vitiligine, il primo dato importante è l’assenza dei melanociti dello strato basale dell’epidermide. Essi infatti sono sostituiti con le cellule di Langerhans o con cellule di natura indeterminata.

Questo dato istologico, per esempio, è di grande utilità nella diagnosi differenziale con una forma di albinismo, malattia in cui, nella varietà tirosinasi-negativa, i melanociti stessi sono presenti, ma con melanosomi bloccati al II stadio evolutivo.

Mentre nella varietà tirosinasi-positiva sembra sussistere un difetto nel processo di trasferimento dei melanosomi ai cheratinociti. Nella ipomelanosi guttata, malattia che compare solo dopo i 50 anni,  i melanociti sono presenti, ma funzionano poco o nulla.  

Anche il piebaldismo mostra lo stesso quadro istologico, ma si tratta di una malattia che è già presente al momento della nascita.

Patogenesi della Vitiligine

Molte sono le ipotesi patogenetiche avanzate per l’interpretazione delle cause della vitiligine.
Ricordiamo le ipotesi più significative:    

      • Autoimmune
      • Neurogena
      • Dell’autodistruzione
      • Mista

 

Terapia e Vitiligine   

Ultima delle informazioni utili sulla vitiligine riguarda la terapia.

In passato sono stati praticati diversi tentativi terapeutici per combattere la vitiligine. Tuttavia nessuna cura contro la vitiligine ha avuto successo. Talvolta sono stati ottenuti risultati temporanei. Esempi di questo tipo sono la somministrazione di furocumarine e la corticoterapia locale.

Ad oggi il suggerimento che il dermatologo può proporre ai propri pazienti affetti da vitiligine è quello di sottoporsi ad un trattamento fototerapico con raggi ultravioletti. I risultati non saranno evidenti dalla prima seduta, ma richiedono pazienza e costanza.

Si è dunque appreso che l’unica terapia attualmente possibile per la vitiligine è la ultravioletto terapia con i raggi UVB.

Vitiligine domande frequenti

Dato che i dubbi sulla vitiligine sono numerosi, di seguito vengono esposte le domande frequenti dei pazienti e le risposte degli esperti.

1. La terapia con le vitamine fa repigmentare la pelle?

La terapia che prevede assunzione di vitamine può aiutare indirettamente il processo di ripigmentazione. Soprattutto grazie all’azione antiossidante. Essa riguarda gli antiradicali liberi potenzialmente presenti in varie patologie. La terapia vitaminica deve essere personalizzata per svolgere efficacemente il suo compito.

2. La Vitiligine è un sintomo di altre malattie interne?

La Vitiligine può essere il sintomo spia di alcune malattie interne autoimmuni. Le malattie più comunemente associate alla vitiligine sono tiroidite, gastrite, pancreatite.

3. La pelle normale può diventare bianca in sede di una ferita, trauma, scottatura, graffio ecc.?

Si, la pelle del paziente affetto da Vitiligine può diventare bianca in sede di un trauma cutaneo. Quindi, ad esempio, a seguito di una ferita, scottatura o graffio. Si tratta del fenomeno di Koebner che prende il nome di colui che l’ha scoperto.

4. Mangiare alcuni cibi può peggiorare la malattia?

Non risultano  cibi che possono peggiorare la malattia, se si escludono i casi in cui la Vitiligine è associata ad altre patologie ad eziopatogenesi immunitaria. Ad esempio nei casi di  celiachia o di altre allergie alimentari, l’assunzione di un alimento causa di allergia influisce negativamente dal punto di vista immunologico anche sulla Vitiligine.

5. Esporsi al sole può peggiorare la Vitiligine?

Una delle domande più frequenti riguarda la relazione tra vitiligine e sole.

L’esposizione al sole può peggiorare la vitiligine se effettuata in maniera traumatica. Ossia esponendo la pelle del paziente affetto da Vitiligine alla radiazione solare senza una corretta modalità di esposizione.

Questa modalità comprende l’ uso di certi tipi di schermi solari e la quantificazione del tempo di esposizione in base alle fasce orarie e al fototipo del paziente.

Le precauzioni vanno discusse preliminarmente con lo specialista dermatologo se si vuole sfruttare al meglio l’effetto benefico sulla malattia dell’esposizione ai raggi solari.

6. Lo stress può scatenare o peggiorare la malattia?

Non ci sono dubbi sull’effetto negativo dello stress sulla vitiligine. Questi effetti riguardano sia il peggioramento della malattia, sia il suo l’innesco nei soggetti predisposti.

Come ampiamente dimostrato in letteratura scientifica lo stress agisce attraverso un complesso circuito psico-neuro-immuno-endocrinologico che ha come bersaglio finale il peggioramento della malattia.

7. E’ probabile che membri della mia famiglia sviluppino la malattia della Vitiligine?

E’ statisticamente provato che esiste un maggior rischio di sviluppare la vitiligine nei membri di una stessa famiglia per motivi genetici. Ossia in base alla cosiddetta familiarità.

8. La vitiligine può colpire chiunque a qualunque età?

Si, la Vitiligine può comparire a qualsiasi età.

9. Mangiare carote ed arance può aiutare?

Mangiare carote e arance può aiutare indirettamente per il ruolo antiossidante svolto dalle vitamine contenute in questi alimenti.

10. Alcuni pazienti si ripigmentano spontaneamente, senza cure?

Può capitare che alcuni pazienti si possono spontaneamente ripigmentare in alcune parti del corpo. Tuttavia,  date le caratteristiche della malattia, tale ripigmentazione ha alte probabilità di non essere stabile nel tempo.

11. La Vitiligine è più difficile da curare se è di lunga data?

No! Non e’ assolutamente dimostrato che una Vitiligine di lunga data sia più difficile da curare.

12. Esistono vari tipi di Vitiligine?

Esistono vari tipi di Vitiligine che si differenziano sostanzialmente per localizzazione e aspetto delle macchie e il decorso della malattia.

13. Chi ha la Vitiligine è più propenso a contrarre cancro della pelle?

Chi è affetto da Vitiligine ha un maggior rischio di contrarre cancro alla pelle rispetto ad un soggetto normalmente pigmentato. Questo avviene perché  l’assenza di melanina non protegge dagli effetti della radiazione solare.

14. Esistono parti del corpo dove è più difficile trattare la malattia?

Una delle domande più frequenti sulla Vitiligine è se esistono e quali sono le parti del corpo più difficili da trattare.

Quello che risulta dai dati clinici, le superfici articolari che comprendono aree come le mani, i piedi, i gomiti e le ginocchia richiedono più tempo rispetto alle restanti superfici corporee.

15. La cura con farmaci è l’unica cura efficace?

No, la cura con farmaci non è l’unica cura efficace. Attualmente le cure farmacologiche  sono state superate da altre modalità di approccio curativo. Le terapie maggiormente eseguite sono la Fototerapia, l’uso del laser o le loro combinazioni.

Tra le terapie per curare la Vitiligine troviamo la Metodologia Ratokderm.  Una particolare tecnica di Microfototerapia che si è sempre più perfezionata grazie al supporto delle più sofisticate ed innovative apparecchiature. Attraverso la Metodologia Ratokderm è possibile raggiungere altissimi livelli di efficacia senza utilizzo di farmaci.

Cos’è la Vitiligine

La vitiligine è una malattia non contagiosa  caratterizzata dalla presenza di macchie bianche sulla pelle, presenti in alcune parti del corpo. Concentriamoci ora su cos’è la vitiligine nello specifico.

Cos’è la vitiligine?

La Vitiligine, chiamata anche leucodermia, è una dermatosi comune, ad andamento cronico e progressivo, caratterizzata da chiazze cutanee carenti (ipocromia) o prive (acromia) di melanina.

Le chiazze sulla pelle, appaiono con una tonalità che va dal colore rosa al bianco latte, a margini netti, spesso iperpigmentati, che evidenziano il contrasto di colore con la cute circostante normopigmentata.

Queste chiazze, di solito disposte simmetricamente, possono manifestarsi in qualsiasi parte del corpo, a qualunque età. La loro insorgenza è indipendente dal sesso, dal colore della pelle e dei capelli dei soggetti colpiti.

Solitamente la Vitiligine colpisce le unghie e le zone del corpo nei pressi delle aperture, come occhi, genitali o ano. Ma la vitiligine può presentarsi anche sulle mani o in altre parti del corpo.

La distribuzione corporea delle macchie è comunque soggetta ad estrema variabilità individuale.

Quante persone ne soffrono?

Dopo aver analizzato cos’è la vitiligine, un ulteriore dubbio potrebbe essere legato all’incidenza della vitiligine.

Statisticamente, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Vitiligine colpisce oltre l’1% della popolazione mondiale. In Italia, per esempio, le persone affette da vitiligine sarebbero 1.000.000. Inoltre la vitiligine colpisce senza differenze geografiche, razziali o di sesso.

La fascia d’età maggiormente colpita comprende soggetti tra i 20-40 anni. Tuttavia in pediatria, i casi di vitiligine sono notevolmente in aumento rispetto al passato.

E’ una malattia raramente presente alla nascita, per cui la si può definire acquisita, anche se è possibile che si manifesti fin dai primi giorni di vita. 

In circa il 13-15% dei casi ha andamento familiare.

E’ una malattia contagiosa?

La Vitiligine è quasi sempre progressiva e non guarisce spontaneamente se non in rarissimi casi.

E’ però una dermatosi indolore, non contagiosa e assolutamente benigna.

Non pregiudica lo stato generale di salute, ma può risultare psichicamente e socialmente invalidante essendo causa di inestetismi quasi sempre estesi e molto evidenti.

La sua presenza potrebbe, in alcuni casi, essere spia di disturbi autoimmuni associati (es. tiroidite, gastrite cronica autoimmune, diabete autoimmune, diabete).