Che cos'è?

La vitiligine è una dermatosi comune, ad andamento cronico e progressivo, caratterizzata da chiazze cutanee carenti (ipocromia) o prive (acromia) di pigmento melanico; le chiazze, appaiono con una tonalità di colore dal rosa al bianco latte, a margini netti, spesso iperpigmentati, che evidenziano il contrasto di colore con la cute circostante normopigmentata.

Queste chiazze, di solito disposte simmetricamente, possono manifestarsi in qualsiasi parte del corpo, a qualunque età e la loro insorgenza è indipendente dal sesso, dal colore della pelle e dei capelli dei soggetti colpiti. La distribuzione corporea delle macchie è comunque soggetta ad estrema variabilità individuale.

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Quanti ne soffrono?


Statisticamente, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Vitiligine colpisce oltre l’1% della popolazione mondiale (in Italia, per es., le persone affette da vitiligine sarebbero 1.000.000) senza differenze geografiche, razziali o di sesso: senza tema di smentita si può affermare che nessuna razza umana ne è risparmiata.

La fascia d’età maggiormente colpita comprende soggetti tra i 20-40 anni, benché in pediatria, i casi di vitiligine sono notevolmente in aumento rispetto al passato.

E’ una malattia raramente presente alla nascita, per cui la si può definire acquisita, anche se ne è possibile la manifestazione fin dai primi giorni di vita.
In circa il 13-15% dei casi ha andamento famigliare.

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E' una malattia contagiosa?


La vitiligine è quasi sempre progressiva e non guarisce spontaneamente se non in rarissimi casi; è però una dermatosi indolore, non contagiosa e assolutamente benigna: non pregiudica lo stato generale di salute, ma può risultare psichicamente e socialmente invalidante essendo causa di inestetismi quasi sempre estesi e molto evidenti.

La sua presenza potrebbe, in alcuni casi, essere spia di disturbi autoimmuni associati (es. tiroidite, gastrite cronica autoimmune, diabete autoimmune, diabete).

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