Come funziona?

La fototerapia con raggi ultravioletti costituisce una delle principali forme di trattamento della vitiligine, utilizzando le onde corte più vicine alla parte bassa della luce solare visibile gli UV (Fig. 1).

In questa gamma di onde, sono contenute le particelle energetiche (fotoni) maggiormente interessate ad interagire sugli apparati cellulari epidermici (melanociti) a loro sensibili.

La fototerapia si avvale di generatori (lampade) che riproducono le medesime onde elettromagnetiche UVA e UVB della luce solare a banda larga e ultimamente UVB a banda stretta 311 nm.

La sua densità o pressione esercitata sulla superficie epidermica si misura in joule per centimetro quadro erogato in un secondo di tempo, cioè i watt (potenza dell’ultravioletto misurato sulla cute esposta all’irradiazione), per i secondi (tempo di esposizione), per i centimetri quadri (superficie esposta all’irradiazione).

Essendo l’area della superficie corporea, mediamente, da quindicimila a ventimila centimetri quadrati, in conformità della statura e conformazione delle singole persone, la gamma di onde impiegate genericamente, per esempio come avviene con le lampade abbronzanti, usate in estetica, costituisce per la pelle, una assunzione (dose) molto elevata di UV dovuta alla pressione dell’irradiazione esercitata su tutta la sua area. (Fig. 2).

Fig.2Fig. 2
fIG.1Fig. 1