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Eziopatogenesi
della
vitiligine
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La melanina e i
melanociti.
Molte e diverse tra di loro sono le ipotesi finora avanzate sulle
cause della vitiligine: secondo alcuni ricercatori, la vitiligine
sarebbe dovuta a determinate malattie in atto o pregresse; secondo
altri, a una predisposizione genetica. Alcuni autori individuano
la funzione di agenti scatenanti negli stati di stress o in traumi
e microtraumi fisici prolungati; altri autori, nella presenza di stress
o di traumi psichici. La Fig. 3 riporta
i dati emersi a questo proposito nella casistica 1990-1995 del
Centro Medico Dermatologico Ratok®derm di Milano per il trattamento
mirato e puntiforme della vitiligine con tecnologia avanzata. Indubbiamente
nell'eziopatogenesi della vitiligine concorre una pluralità di fattori;
una specifica branca della medicina, la psiconeuroimmunologia, studia
appunto le interazioni tra psiche, sistema nervoso, sistema immunitario
e cute. Anche la vitiligine potrebbe rientrare tra le malattie cutanee
causate da un'alterazione del delicato equilibrio tra questi elementi
considerati strettamente interdipendenti. La vitiligine viene comunque
ancora considerata una dermatosi da cause ignote; l'unico dato
certo è che, esaminando al microscopio un frammento di cute prelevato
dalla zona acromica, si riscontra l'assenza di melanociti e la totale
mancanza di melanina, il pigmento a cui si deve il colore della pelle,
dei capelli, della coroide e di alcune mucose (Presso
il Centro Medico Dermatologico Ratok®derm di Milano, l'assenza
di melanina viene accertata in modo incruento mediante l'esame videodermatoscopico
illustrato nella (Fig. 4). La melanina
viene elaborata dai melanociti, elementi cellulari disseminati
nello strato più profondo dell'epidermide, lo strato basale (Fig.
5). I melanociti sono fotorecettori, e cioè cellule che consentono,
da parte dell'epidermide, l'assorbimento dell'energia luminosa necessaria
per innescare i processi che promuovono la sintesi della melanina
(Fig. 6). I melanociti svolgono quindi un
ruolo determinante sia nella comparsa che nella guarigione della vitiligine.
Per cause finora praticamente ignote i melanociti possono infatti
essere numericamente ridotti, sostituiti da altre cellule o resi incapaci
di sintetizzare la melanina: in tal caso le cellule che dallo strato
basale dell'epidermide risaliranno verso gli strati superiori dell'epidermide
risulteranno prive di melanina (Fig. 7)
e, una volta affiorate in superficie, daranno luogo alla comparsa
di una chiazza acromica (Fig. 8). Chiazza
che potrà essere repigmentata mediante una terapia
capace di provocare la ricomparsa o la riattivazione dei melanociti
(Fig. 9). |
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